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VARESE 29-12-2017 SOTTOSUOLOOro nero nel Varesotto, Shell insisteL’industria petrolifera scrive al Ministero chiedendo la Valu…

La Prealpina - Quotidiano storico di Varese, Altomilanese e Vco.

VARESE 29-12-2017

SOTTOSUOLO

Oro nero nel Varesotto, Shell insiste

L’industria petrolifera scrive al Ministero chiedendo la Valutazione di impatto ambientale

I rilievi svolti negli ultimi mesi da Shell

Fa un altro passo avanti il progetto per trovare idrocarburi, petrolio e gas, nella zona attorno al Lago Maggiore, che dall’inizio dell’anno genera interesse e polemiche: il gigante energetico Shell Italia E&P annuncia di avere «inviato al Ministero dell’Ambiente la documentazione necessaria per attivare il procedime nto di Via (Valutazione Impatto Ambientale) relativo ad un’indagine geofisica nell’area del permesso di ricerca di idrocarburi denominato “Cascina Alberto”». Il permesso in questione, di cui Shell è titolare dal 2015, si estende su un’area di oltre 460 chilometri quadrati tra Piemonte e Lombardia nelle Province di Biella, Novara, Vercelli e Varese. In particolare sono 18 i comuni della provincia coinvolti: Angera, Brebbia, Cadrezzate, Comabbio, Golasecca, Ispra, Lonate Pozzolo, Malgesso, Mercallo, Mornago, Osmate, Sesto Calende, Somma Lombardo, Taino, Ternate, Travedona-Monate, Vergiate e Vizzola Ticino. Qui, dal primo annuncio dello scorso febbraio, si sono succeduti incontri con cittadinanza e istituzioni: e ora si passa alla fase due, anche se è prematuro parlare di trivellazioni e operazioni concrete. Certo il passo, concreto, lo è davvero, visto che si tratta dell’atto formale con cui Shell chiede a Roma di poter effettuare l’indagine geofisica nel sottosuolo. Ma i primi carotaggi, in caso di autorizzazione, potrebbero esserci verso fine 2019. Dopo la fase di ascolto si passa dunque al passo formale in un procedimento lento e complesso: i tecnici della società petrolifera hanno concluso l’elaborazione dello Studio di Impatto Ambientale che è stato inviato al Ministero per la valutazione della compatibilità ambientale del progetto. Questo studio già dall’anno nuovo dovrebbe poi essere consultabile sul sito ministeriale e si aprirà la fase delle osservazioni: serviranno poi ulteriori passaggi nelle due Regioni coinvolte, Lombardia e Piemonte, oltre ai contatti con i proprietari dei terreni. Insomma, si cerca il consenso informato in un campo, quello della ricerca del cosiddetto oro nero, che porta con sé tanti dubbi da parte delle amministrazioni, dei residenti e degli ambientalisti.

«In questi mesi abbiamo incontrato tutti gli amministratori coinvolti e continueremo a coinvolgere la cittadinanza in tutte le fasi successi ve - assicura l’attuale responsabile del progetto per Shell Roberto Pedemonte -. Anche i dati che emergeranno saranno condivisi con università e centri di ricerca. Certo, è ovvio che noi speriamo di trovare dei giacimenti, ma ricordo che sono molto rari: nella maggior parte dei casi, insomma, non si trovano, anche se tutta la pianura Padana a sud delle Alpi ha delle caratteristiche promettenti. Ma si devono verificare due situazioni: da un lato le condizioni iniziali per la creazione degli idrocarburi e dall’altro quel “tappo” geologico essenziale alla loro conservazione. Per tantissimi motivi è molto difficile riscontrare entrambe le condizioni».

L’obiettivo della campagna di indagine geofisica - fa sapere Shell - è quindi verificare la presenza delle condizioni geologiche adatte alla formazione e all’accumulo di idrocarburi e di fornire dati utili a valutare l’eventuale proseguimento delle attività di ricerca, previa autorizzazione dei competenti Minister i. Attraverso una serie di attività non invasive realizzate grazie alle più moderne tecnologie (tecniche 2D e rilievo sismico passivo), sarà possibile raccogliere dati sulla struttura geologica del sottosuolo. Insomma le trivelle sono lontane.

Elisa Polveroni

© Riproduzione Riservata

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Sumber: Google News | Warta 24 Ternate

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